Strumenti per la liquidità aziendale – Fondo di Garanzia

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Guida alla compilazione dell’Allegato 4-bis (finanziamenti sino a 25.000 Euro garantiti al 100%)
Guida alla compilazione dell’Allegato 4 (finanziamenti oltre i 25.000 Euro garantiti sino al 90%)

Lo strumento del Fondo di Garanzia appare essere in assoluto la forma di intervento Pubblico più efficace e dal maggior potenziale (questo almeno fino ad oggi – 11 aprile 2020).

Le misure previste dal Decreto Legge Cura Italia e successivamente dal Decreto Liquidità sono, infatti, eccezionalmente vigorose e capaci di trasformare il Fondo di Garanzia in un strumento di accesso al credito potente, snello e per giunta anche gratuito.

Per poter apprezzare al meglio la portata delle misure inserite nel Decreto, è però indispensabile comprendere i limiti e i funzionamenti previsti prima dell’entrata in vigore degli interventi; nel farlo si comprenderà anche come tali precedenti impostazioni non siano affatto temi da trascurare, ma al contrario fattori da presidiare ed influenzare correttamente già a partire da maggio-giugno 2020 (il motivo della necessità di tale presidio sarà più chiaro nel prosieguo).

 

Come funziona il Fondo di Garanzia (sintesi)

Requisiti dell’azienda

  • deve essere una PMI ovvero avere meno di 250 persone occupate, meno di 50 milioni di euro di fatturato annuo oppure un totale attivo patrimoniale minore di 43 milioni (riferiti all’ultimo bilancio depositato). La verifica dei parametri deve tenere conto in diverso modo di tutte le realtà associate e collegate (a monte e a valle) e degli eventuali collegamenti riferiti a persone fisiche. Verificare questo requisito per gran parte delle aziende è davvero agevole (per altre può essere un compito ostico e da affidare a mani esperte). Grazie al Decreto Liquidità, è previsto ad ogni modo che sino a tutto il 2020 possano accedere anche tutte le aziende con personale pari o inferiore a 499 unità.
  • al netto di eventuali operazioni già parzialmente ridotte, l’azienda non deve avere in corso garanzie del Fondo oltre il limite massimo di utilizzo. Tale limite, prima del Decreto Cura Italia era di 2.500.000 di Euro, ma ora è passato a ben 5.000.000 (sempre sino a fine 2020);
  • l’azienda (intesa come “impresa unica”) non deve aver ricevuto agevolazioni Pubbliche (sovvenzioni, garanzie, ecc…) oltre la soglia del de minimis (calcolato nel corso del periodo 2018-2020). Tale soglia era pari a 200.000 Euro, ma grazie all’intervento recentissimo dell’Unione Europea, tale limite è stato esteso sino alla soglia di 1.000.000 Euro (almeno sino a tutto il 2020 e per le sole operazioni a supporto di aziende colpite dalla pandemia – vedere cali di fatturato e/o liquidità). Questo intervento è essenziale in quanto senza si sarebbe di fatto diluita (e di molto) l’efficacia dell’ampliamento dello stesso plafond garanzie ottenibile dal Fondo (i 5.000.000 di Euro precedentemente citati);
  • l’azienda non deve essere un’ impresa in difficoltà (ovvero presentare segnalazioni a sofferenza, inadempienze probabili o scadute e/o posizioni sconfinante deteriorate), non deve presentare eventi di rischio su operazioni già garantite dal Fondo e non deve registrare eventi riconducibili a fallimenti. Grazie al Decreto Liquidità tali vincoli sono stati ridotti e il Fondo è escluso alle sole aziende che presentano sofferenze oppure, prima del 31 gennaio 2020, presentavano crediti deteriorati o inadempienze probabili;
  • l’azienda non deve presentare una probabilità di default superiore a 9,43% (secondo il modello di valutazione del Fondo stesso). Sempre grazie al Decreto Liquidità questo limite è stato del tutto superato (tutte le aziende sono garantibili).

Logiche di assegnazione delle garanzie del Fondo

Dopo che a marzo del 2019 il Fondo ha introdotto un nuovo modello di valutazione del rischio associato alle aziende da garantire, con il Decreto Cura Italia e ancor di più nel Decreto Liquidità si è di fatto assitito all’adozione di analisi poggiate unicamente sulla verifica dei requisiti essenziali (se con il Decreto Cura Italia era prevista la sola analisi dei dati economico finanziari – ultimi 2 bilanci depositati o ultime due dichiarazioni dei redditi – con il Decreto Liquidità anche questo filtro è stato annullato rimandando alla verifica dei soli “requisiti macro” citati nei punti precedenti).

Se, infatti, il modello prima si poggiava anche sulla valutazione del dato andamentale (ultimi 6 mesi della Centrale Rischi Banca d’Italia e/o segnalazione in CRIF-Eurisc e/0 segnalazioni in Experian) e sull’osservazione dell’eventuale presenza di alcune tipologie di pregiudizievoli Pubbliche, grazie al Decreto Liquidità e sino a tutto il 2020 lo stesso trascurerà del tutto tali fattori (compreso i dati reddituali e di bilancio).

Osservando, infine, come prima dei due Decreti (Cura Italia e Liquidità) vigeva una logica sottostante di assegnazione delle garanzie ispirata al principio tale per cui l’azienda, entro certi limiti, più era rischiosa più otteneva percentualmente maggiori garanzie del Fondo, vi è da evidenziare che ora tale approccio è da considerarsi del tutto superato.

Osservando l’immagine qui riportata vi è quindi da rilevare che se anche si ricade nella Fascia di rischio 5, l’azienda OGGI E FINO A TUTTO IL 2020 SARA’ GARANTIBILE.

A fronte poi del calcolo della probabilità di default e della conseguente Fascia, l’azienda aveva diritto (priam dei due Decreti) ad accedere a garanzie in percentuale diversa e secondo le logiche distinte relative alla tipologia di garanzie dirette (il Fondo garantisce la banca erogante) e di quelle indirette (il Fondo garantisce il confidi che garantisce la banca erogante).

Confrontando le due immagini sotto riportate appare evidente non solo che più l’azienda era rischiosa più otteneva generalmente maggiori garanzie, ma anche il fatto che più il finanziamento – fido era di breve termine, più le percentuali di garanzie erano mediamente più basse (grazie ai due Decreti le aziende ora possono sempre accedere al massimo delle garanzie previste).

Costo delle garanzie

Ultimo aspetto da tenere presente, è poi il fatto che le garanzie rilasciate hanno (o meglio dire avevano) un costo per l’azienda; tale costo è facilmente ricavabile moltiplicando l’importo nominale della garanzia con le percentuali presenti nell’immagine riportata qui sotto e diverse a seconda della tipologia di PMI. Grazie al Decreto Cura Italia e a quello Liquidità tale costo è azzerato per tutte le aziende sino a fine dicembre 2020.

 

Decreto Cura Italia (Art. 56) e Decreto Liquidità (Art. 13) – le modifiche al Fondo di Garanzia

Innanzitutto è da evidenziare che le misure introdotte dai Decreti avranno efficacia sino al 31 dicembre 2020; sebbene parte di queste misure siano già state illustrate nell’articolo, è importante ricapitolare che:

  • le Garanzie sono gratuite per tutte le aziende e per tutte le operazioni (e questo anche per le banche nel caso di non perfezionamento);
  • il plafond di ogni singola azienda passa a 5.000.000 di Euro;
  • per chi non ha già letto lo speciale sulle Moratorie Covid-19, va citata:
    1. l’estensione automatica e gratuita della durata delle garanzie del Fondo già presenti su finanziamenti oggetto di Moratoria ABI o su singola banca;
    2. la garanzia automatica e gratuita del Fondo su tutti gli affidamenti oggetto di Moratoria ai sensi del Decreto Cura Italia e nello specifico: a) garanzie del 33% sui maggiori utilizzi dei prestiti a revoca e autoliquidanti eventualmente registrati fra la data del 30 settembre 2020 rispetto all’importo utilizzato alla data di pubblicazione del decreto; b) garanzie del 33% dei prestiti e gli altri finanziamenti la cui scadenza è prorogata sino al 30 settembre 2020; c)garanzie del 33% sulle singole rate dei mutui e degli altri finanziamenti a rimborso rateale o dei canoni di leasing che siano in scadenza entro il 30 settembre 2020 e che siano state sospese.

Oltre a queste misure va poi evidenziato che a supporto dell’accesso al credito e in particolare del supporto alla liquidità aziendale, il Fondo e il Decreto Liquidità – Art. 13 prevedono alcuni strumenti di eccezionale vigore:

  • Garanzie dirette all’80% (o controgaranzie al 90%) su tutte le operazioni di finanziamento. Nel caso delle controgaranzie il 90% è applicabile solo se il Confidi garantisce la banca erogante sino ad un massimo dell’80%. SCARICA IL MODULO GUIDA ALLA COMPILAZIONE
  • Garanzie all’80% a supporto di rinegoziazioni del debito con maggior erogazione >= 10% del debito residuo (questo a patto però che non sussistano già sulle linee rinegoziate le garanzie del Fondo). SCARICA IL MODULO GUIDA ALLA COMPILAZIONE
  • Garanzie dirette al 90% (o controgaranzie al 100%) su tutte le operazioni di finanziamento con durata sino 72 mesi. Nel caso delle controgaranzie il 100% è applicabile solo se il Confidi garantisce la banca erogante sino ad un massimo dell’90%. Il finanziamento garantito non deve però superare la maggiore di queste tre valorizzazioni: a) 25% ricavi del 2019; il 200% del costo del pesonale del 2019; i fabbiosgni di circolante e per investimenti stimati nei prossimi 18 mesi (per le PMI) e nei prossimi 12 mesi per tutte le altre aziende.  SCARICA IL MODULOGUIDA ALLA COMPILAZIONE
  • Garanzie al 100% su finanziamenti di importo sino a 25.000 Euro, ma comunque non oltre il 25% dei ricavi del 2019. La misura è destinata alle sole aziende colpite dalla pandemia ovvero che autocertifichino la presena di un danno ad essa riconducibile. E’ inoltre necessario che tale finanziamento garantito: a) rappresenti una nuova erogazione e quindi non serva a ridurre precedenti esposizioni presso la banca beneficiaria; b) abbia una scadenza sino a 72 mesi e un pre ammortamentoi di almeno 24 mesi. SCARICA IL MODULO GUIDA ALLA COMPILAZIONE
  • Garanzie dirette al 90% accompagnate da un 10% ulteriore rilasciato da un Confidi. Il finanziamento garantito non deve superare il 25% dei ricavi del 2019 ed è comunque destinato ad aziende che in tale esercizio non abbiano avuto ricavi oltre i 3,2 milioni di Euro . La misura è destinata alle sole aziende colpite dalla pandemia ovvero che autocertifichino la presena di un danno ad essa riconducibile ed è’ inoltre necessario che tale finanziamento garantito: a) rappresenti una nuova erogazione e quindi non serva a ridurre precedenti esposizioni presso la banca beneficiaria; b) abbia una scadenza sino a 72 mesi e un pre ammortamentoi di almeno 24 mesi. SCARICA IL MODULO GUIDA ALLA COMPILAZIONE

Se rispetto ad alcune misure non sembrano necessari ulteriori commenti, nel secondo caso va certamente evidenziato che questo strumento appare essere complementare, ma soprattutto sostitutivo delle normali misure di Moratoria…a riguardo è utile fare un confronto ed un esempio:

L’azienda ha in corso un chirografario privo di garanzie del Fondo (Mediocredito Centrale) con debito residuo di 68.000 Euro circa, rata (interessi + capitale) di 2.700 Euro e durata residua pari a 2 anni circa.

IPOTESI A – adesione alla Moratoria promossa da Decreto Cura Italia che comporterebbe:

  • il congelamento del debito residuo sino a fine settembre 2020;
  • la sospensione del pagamento delle rate per tutta la durata della Moratoria stessa (se attivata a marzo si tratterebbe per l’azienda di non pagare 6 rate per un “risparmio” di 16.200 Euro).
  • per la banca un prolungamento della vita residua del finanziamento di 6 mesi (il tutto in un contesto economico deteriorato e una duration del credito che si dilata).

IPOTESI B –  applicazione del Decreto Cura Italia e in particolare delle misure contenute nell’Articolo 49 che comporterebbe:

  • l’ipotesi di concordare la rinegoziazione del contratto prevedendo una maggiore erogazione pari ad almeno il 10% in più…ipotizziamo che la stessa sia pari al 30% (20.400 Euro) così che il nuovo debito residuo sia di 88.400 Euro;
  • un’ipotesi di nuova scadenza che comporti un ricalcolo della rata in modo tale che, nonostante l’aumento del debito residuo, l’azienda paghi comunque meno di 2.700 Euro al mese. Nel caso di specie ipotizziamo una rata di 1.600 Euro che a parità di tasso, è riconducibile ad un finanziamento a 5 anni;
  • l’azienda, così facendo, avrebbe immediatamente 20.400 Euro di liquidità immediata e “risparmierebbe” 1.100 Euro al mese per i prossimi 2 anni (periodo in cui sarebbe scaduto il precedente finanziamento).

TROPPO BELLO PER ESSERE VERO, GIUSTO? Le cose non stanno così ovvero questa ipotesi non è affatto ottimistica ne tantomeno utopica se si pensa che:

  • la banca avrebbe un debito garantito dallo Stato all’80% (cosa che prima non aveva del tutto) con un’esposizione al default eccezionalmente più bassa di quella che avrebbe registrato se l’azienda avesse semplicemente aderito alla Moratoria;
  • l’azienda avrebbe accesso alle garanzie del Fondo a costo zero;
  • nel periodo marzo-settembre 2020 (quello di Moratoria) la liquidità aggiuntiva per l’azienda sarebbe pari a 20.400 Euro (maggior erogazione) + 6.600 Euro (differenza nuove rate) ovvero 31.000 Euro (quasi il doppio dell’ipotesi di adesione alla Moratoria).

Un ulteriore commento andrebbe fatto poi in relazione alle diverse debolezze strutturali dell’iniziativa Governativa che in buona sostanza palesa tre grandi difficoltà realizzative:

  • Lo Stato rimanda alle banche e ai confidi un’assunzione di rischio che non credo molti di questi soggetti vorranno assumersi. Rischiare il 10-20% del capitale erogato in queste condizioni di rischio sistemico può essere insostenibile (e ciò a maggior ragione se la duration del prestito è elevata e a maggior ragione se si rivolge la memoria agli accadimenti delle precedenti crisi finanziarie dove, nonostante le enormi iniezioni di liquidità alle banche, le stesse non le impiegavano a beneficio delle imprese e dei privati);
  • Poco importa se per accedere alle garanzie si sono del tutto azzerate le valutazioni da parte del Fondo… quelle delle banche rimangono in piedi e sebbene l’EBA abbia aperto almeno in parte le maglie della Vigilanza, il sistema creditizio dovrà comunque fare gli interessi dei propri azionisti e fare i conti con il proprio patrimonio di Vigilanza (anche prospettico). A Legislatore domanderei se davvero crede che gli istituti non considerino in alcun modo il dato provvisorio e prospettico del 2020 e nel valutare il merito creditizio non tengano contano per esempio delle dinamiche andamentali;
  • Se in tempi normali le delibere di fido durano anche 2-3 mesi, in un contesto limitante come quello attuale quanto ci vorrà per avere la concessione del credito? Ovviamente non parlo delle delibere delle garanzie (sono sostanzialmente automatiche), ma di quelle delle banche che hanno organici che lavorano da casa e comunque a “mezzo servizio”.

I  dubbi sembrano leciti e si ha l’impressione che le aziende debbano valutare attentamente il concreto pericolo di:

  • Nella migliore delle ipotesi: avere un accesso al credito apprezzabile ma ciò solo a partire da fine giugno e molto probabilmente a condizioni economiche molto più svantaggiose di quelle pre crisi (e ciò nonostante le maggiori garanzie);
  • Nella peggiore delle ipotesi: accedere alle briciole, pagarle a caro prezzo e in più avere orizzonti temporali dei finanziamenti di breve – brevissima durata.

Le 10 regole che le PMI devono adottare – nell’immediato ed in prospettiva

Nell’immediato

  1. Verifica del requisito PMI e di Impresa Unica (è fondamentale in sede di compilazione dell’Allegato 4)
  2. Calcolo del proprio de minimis (su base 2018-2020 e Impresa Unica)…sebbene sia stato esteso a ben 800.000 Euro, è sempre importante monitorare i livelli di utilizzo di contributi e questo non solo in relazione alla normale gestione, ma anche e soprattutto in un contesto come questo e in prospettiva, ovvero quando tali livelli torneranno ad esse pari a soli 200.000 Euro)
  3. Pianificazione scadenze garanzie ed impatto su de minimis (rolling basis)
  4. Individuazione fidi in essere privi di Garanzie del Fondo e valutazione intervento grazie a nuove misure Decreto Cura Italia
  5. Prima di richiedere le moratorie confrontarsi con la banca al fine di sondare se una loro attivazione possa impedire un accesso alle altre (e più efficaci) Misure del Decreto (cfr. esempio riportato in precedenza).

In prospettiva

  1. Prepararsi agli effetti del venir meno delle misure con 6 mesi di anticipo…se infatti il 19 dicembre il Fondo ritornasse ad adottare il precedente modello valutativo, bisogna sapere che il rating sarebbe calcolato sulla base delle rilevazioni segnaletiche Centrale Rischi relative ai mesi di rilevazione compresi fra maggio e ottobre 2020
  2. Verificare fra le proprie banche se e quali SIC vengono utilizzate (Crif-Eurisc o Experin)…bisogna infatti sapere che proprio questo aspetto determina una distorsione valutativa tale per cui, un’azienda, nello stesso identico istante e per la stessa operazione, potrebbe registrare un accesso alle garanzie molto diverso fra banca e banca
  3. Monitoraggio della propria centrale rischi (Banca d’Italia ma anche CRIF e/o Experian) con particolare attenzione alla presenza di fattori segnaletici che possono influenzare e distorcere l’accesso alle garanzie. Per portare solo degli esempi: a) dinamiche stagionali di intensità apprezzabile; b) una struttura di fido basata unicamente su linee con piano di ammortamento; c) contrattualizzazioni di linee promiscue; d) fidi a scadenza a supporto del circolante che non abbiano piano di ammortamento (es. import, anticipo contratti, fidi per elasticità di cassa a scadenza, ); e) factoring attivi pro soluto di peso rilevante; f) delibere in corso soprattutto se relative a linee autoliquidanti e/o revoca e/o di importo rilevante e/o che si trascinano da diverso tempo; g) nel caso di utilizzo delle SIC da parte delle banche, linee autoliquidanti e/o a revoca con accordati pari agli utilizzati (verificati naturalmente presso le stesse SIC)
  4. Imparare a rapportarsi con la propria banca chiedendo sempre e prima le condizioni applicabili a seconda della percentuale di garanzia che potrebbe essere assegnata dal Fondo
  5. Imparare a presidiare e ad influenzare pro attivamente il rating assegnato dal Fondo (quando le vecchie disposizioni torneranno operative bisogna sapere che esistono precise metodologie grazie alle quali si possono massimizzare le garanzie).

Relativamente poi al fondamentale approccio pro attivo che tutte le PMI dovrebbero adottare soprattutto in prospettiva, si consiglia a riguardo l’utile lettura edita da Ipsoa.

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