Strumenti per la liquidità aziendale

In questo contesto così difficile, con molta probabilità e per moltissime realtà aziendali, l’adesione ad una o più delle MORATORIE COVID-19 potrebbe risultare assolutamente inadeguata.

Oltre a ciò, proprio il tema della Moratoria potrebbe rappresentare un pericolo e ciò in quanto catalizzatore di tutta l’attenzione di banche ed imprese e ciò a discapito di iniziative a supporto della LIQUIDITA’ AZIENDALE che già da tempo presenti, oppure favorite proprio dagli interventi legislativi, non solo sono molto più efficaci, ma anche economicamente molto vantaggiose e del tutto neutre rispetto al rischio di un downgrade del proprio rating aziendale.

Facciamo un esempio concreto (ci scusiamo per la semplificazione): l’azienda ha in corso un chirografario privo di garanzie del Fondo (Mediocredito Centrale) con debito residuo di 68.000 Euro circa, rata (interessi + capitale) di 2.700 Euro e durata residua pari a 2 anni circa.

IPOTESI A – adesione alla Moratoria promossa da Decreto Cura Italia che comporterebbe:

  • il congelamento del debito residuo sino a fine settembre 2020;
  • la sospensione del pagamento delle rate per tutta la durata della Moratoria stessa (se attivata a marzo si tratterebbe per l’azienda di non pagare 6 rate per un “risparmio” di 16.200 Euro).
  • per la banca un prolungamento della vita residua del finanziamento di 6 mesi (il tutto in un contesto economico deteriorato e una duration del credito che si dilata).

IPOTESI B –  applicazione del Decreto Cura Italia e in particolare delle misure contenute nell’Articolo 49 che comporterebbe:

  • l’ipotesi di concordare la rinegoziazione del contratto prevedendo una maggiore erogazione pari ad almeno il 10% in più…ipotizziamo che la stessa sia pari al 30% (20.400 Euro) così che il nuovo debito residuo sia di 88.400 Euro;
  • un’ipotesi di nuova scadenza che comporti un ricalcolo della rata in modo tale che, nonostante l’aumento del debito residuo, l’azienda paghi comunque meno di 2.700 Euro al mese. Nel caso di specie ipotizziamo una rata di 1.600 Euro che a parità di tasso, è riconducibile ad un finanziamento a 5 anni;
  • l’azienda, così facendo, avrebbe immediatamente 20.400 Euro di liquidità immediata e “risparmierebbe” 1.100 Euro al mese per i prossimi 2 anni (periodo in cui sarebbe scaduto il precedente finanziamento).

TROPPO BELLO PER ESSERE VERO, GIUSTO? Le cose non stanno così ovvero questa ipotesi non è affatto ottimistica ne tantomeno utopica se si pensa che:

  • la banca avrebbe un debito garantito dallo Stato all’80% con un’esposizione al default eccezionalmente più bassa di quella che avrebbe registrato se l’azienda avesse semplicemente aderito alla Moratoria;
  • l’azienda avrebbe accesso alle garanzie del Fondo a costo zero;
  • nel periodo marzo-settembre 2020 (quello di Moratoria) la liquidità aggiuntiva per l’azienda sarebbe pari a 20.400 Euro (maggior erogazione) + 6.600 Euro (differenza nuove rate) ovvero 31.000 Euro (quasi il doppio dell’ipotesi di adesione alla Moratoria).

SE ANCORA HAI QUALCHE DUBBIO DEVI  SAPERE CHE LE OPPORTUNITA’ NON FINISCONO QUI E CHE OLTRE A QUESTO ESEMPIO CI SONO ALTRI STRUMENTI DEDICATI A:

 

 

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